Cooperare non è un'opzione, è un metodo
Roma, 26 e 27 maggio. Corsie Sistine, Auditorium della Conciliazione. La Terza Conferenza Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e l'AICS ha riunito istituzioni, imprese, ONG e organizzazioni internazionali per fare il punto su dove sta andando la cooperazione italiana nel mondo.
Koalisation era lì.
CO[OPERA], il nome è già tutto
CO[OPERA]. La parentesi quadra intorno alla parola "opera" non è un vezzo grafico. È una dichiarazione: cooperare significa far operare insieme soggetti che partono da mondi diversi con linguaggi diversi, incentivi diversi, velocità diverse. Non esiste cooperazione senza attrito. E l'attrito, se lo sai usare, è produttivo.
È esattamente quello che noi facciamo ogni giorno costruendo filiere sostenibili tra l'Africa e l'Italia.
Le domande che contano
La conferenza ha affrontato dieci sessioni tematiche in due giorni: dalla finanza per lo sviluppo al Piano Mattei, dalla catena della conoscenza alle grandi crisi umanitarie.
Il filo che attraversa tutto e che ci riguarda da vicino, è uno solo: come si costruisce una partnership che non sia assistenzialismo travestito da cooperazione?
La sessione sulla finanza per la cooperazione ha messo sul tavolo domande che sentiamo molto nostre: come si mobilita capitale privato verso filiere che hanno senso economico e senso etico insieme? Come si rendono leggibili, per investitori e consumatori finali, modelli di business che mettono al centro le comunità locali?
Non abbiamo tutte le risposte.
Ma sappiamo che stiamo facendo le domande giuste.
Perché eravamo lì e perché sicuramente torneremo
Koalisation non è una ONG e nemmeno una trading company tradizionale.
Siamo una Società Benefit che opera in Zambia dal 2023, agroforestazione, apicoltura, stufe pulite, accesso idrico, con l'obiettivo di trasformare l'impatto in un asset economico reale, certificabile, trasferibile.
Fuel Different, il nostro miele dalla Zambia, è la risposta concreta a una domanda che CO[OPERA] ha ripetuto in molte forme: come si trasforma una filiera in uno strumento di sviluppo? Come si fa sì che il valore generato arrivi davvero alle comunità locali e non si disperda lungo la catena?
CO[OPERA] ci ha mostrato un ecosistema vivo: istituzioni che cercano interlocutori seri, aziende che non vogliono più scegliere tra profitto e impatto.
Torneremo la prossima volta non solo ad ascoltare.