• Chi siamo
  • Soluzioni
  • Progetti
  • Galleria
  • Blog
EN Contattaci
  • Chi siamo
  • Soluzioni
  • Progetti
  • Galleria
  • Blog
  • Profilo
  • EN
Contattaci

La foresta Miombo: il più grande ecosistema che stai ignorando

1,9 milioni di km². 300 milioni di persone. Il doppio del carbonio che pensavamo. 

Quando si parla di foreste africane, tutti pensano alla foresta pluviale del Congo. 

Nessuno pensa al Miombo.

Eppure il Miombo è più grande. È più diffuso ed è probabilmente il pezzo di natura più importante di cui non hai mai sentito parlare.

Cos'è la foresta Miombo

Il Miombo è una savana forestale, un tipo di foresta secca e aperta che si estende per oltre 1,9 milioni di km² attraverso otto paesi dell'Africa centrale e meridionale: Zambia, Tanzania, Mozambico, Zimbabwe, Angola, Malawi, Repubblica Democratica del Congo, Botswana. 

Il suo nome viene dall'albero che lo caratterizza: il Brachystegia, chiamato localmente "miombo". Un albero che non sembra straordinario. Eppure è il pilastro di un sistema che sostiene oltre 300 milioni di persone.

Quello che nessuno si aspettava: il carbonio nascosto

Per anni il Miombo è stato sottovalutato. Non è una giungla fitta. Non è spettacolare come l'Amazzonia. Eppure uno studio dell'UCL del luglio 2024 , riportato da CNN, ha ribaltato quello che pensavamo di sapere.

Il Miombo immagazzina il doppio del carbonio che si pensava. Stiamo parlando di 3,7 miliardi di tonnellate più di quanto la Cina abbia emesso nell'intera atmosfera nel 2023.Come è possibile averlo ignorato così a lungo? Il Miombo accumula gran parte del suo carbonio sotto terra, nelle radici e nel suolo. Non si vede. Ed è rimasto a lungo fuori dai modelli climatici standard, come confermano le ricerche di CIFOR-ICRAF.

Non è facile da misurare con i metodi tradizionali. Lo studio UCL ha usato il lidar,  tecnologia laser 3D applicata da droni ed elicotteri, per costruire la prima mappa volumetrica accurata della foresta. Prima di quel lavoro, i modelli climatici standard stavano sistematicamente sottostimando uno degli ecosistemi più strategici del pianeta.

Il problema: una foresta strategica sotto pressione

Dal 1980 al 2020, il Miombo ha perso quasi un terzo della sua copertura forestale. Lo documenta Dialogue Earth in un'analisi dettagliata delle pressioni in corso.

Le cause sono quelle classiche: agricoltura di sussistenza, produzione di carbone vegetale, espansione urbana, industria estrattiva. Ma c'è un fattore meno visibile e altrettanto devastante: la mancanza di attenzione internazionale. Il Miombo non ha il brand dell'Amazzonia. Non ha le campagne di raccolta fondi. Non ha il posto nella narrativa climatica globale che meriterebbe nonostante il suo ruolo essenziale nella regolazione del clima, nella tutela della biodiversità e nel sostegno a milioni di persone.

Quando una foresta non ha un nome nel discorso pubblico, è più facile distruggerla. Portare il Miombo al centro della discussione non è solo una questione ambientale. È una priorità di sviluppo e resilienza climatica.

Qualcosa si sta muovendo

Qualcosa si sta muovendo. Nel settembre 2024, undici governi africani hanno lanciato la Miombo Restoration Alliance, mobilitando 500 milioni di dollari per la restaurazione dell'ecosistema. A febbraio 2026 sono stati avviati i primi progetti Article 6; il meccanismo dell'Accordo di Parigi per i mercati del carbonio internazionali. Per la prima volta il Miombo entra concretamente nella finanza climatica globale: non più come questione ambientale di nicchia, ma come asset strategico per la decarbonizzazione.

A costruire le basi di tutto questo aveva contribuito già nel 2024 la Miombo Initiative della WCS, portando scienziati, governi e comunità locali a sviluppare una conoscenza comune dell'ecosistema,prerequisito necessario per qualsiasi intervento serio.

La sfida resta enorme. Ma per la prima volta il Miombo viene riconosciuto per quello che è: uno degli asset naturali più strategici per il futuro climatico, economico e sociale dell'Africa subsahariana.

Perché conta, anche per noi

Noi lavoriamo qui.
In Zambia, nei territori del Miombo , dai progetti di rigenerazione alle infrastrutture comunitarie.

Da queste stesse foreste viene un miele che non assomiglia a nessun altro.
Lo raccolgono famiglie di apicoltori tradizionali che appendono arnie di corteccia tra le chiome degli alberi. Possono farlo perché il
Brachystegia fiorisce ancora. Perché le api hanno ancora dove andare. Perché quegli alberi sono ancora in piedi.

Niente di tutto questo è automatico. È il risultato di scelte precise, fatte ogni giorno da persone che abitano quella foresta.

Il nostro lavoro parte da lì.

Insieme, sviluppiamo progetti ad alto impatto basati sullo sviluppo sociale delle comunità locali e sulla rigenerazione ambientale.

Menu

  • Chi siamo
  • Soluzioni
  • Progetti
  • Blog

Get in touch

  • Milano
  • Zambia

Contact

  • info@koalisation.com

Copyright © 2026 Koalisation - Privacy Policy - Cookie Policy

Torna su